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domenica 5 maggio 2019


MAIOLICA 
Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi


Si è appena inaugurata ad Assisi, la Mostra "MAIOLICA - Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi", importantissima raccolta di opere ceramiche italiane, proveniente dai più prestigiosi musei d'Italia, d'Europa oltre che pezzi provenienti eccezionalmente da collezioni private ed a cui ho avuto il privilegio di essere stata invitata a partecipare con un' opera a lustro ad impasto.
L'esposizione, organizzata in modo impeccabile da Fondazione CariPerugiaArte e curata da Giulio Busti e Franco Cocchi, rimarrà aperta dal 4 maggio al 13 ottobre 2018, presso Palazzo Bonacquisti di Assisi.
Per tutti gli amanti e appassionati, un'occasione unica e irripetibile di vedere capolavori di Maiolica dal Rinascimento ad oggi.
Per l'occasione, è stato pubblicato il catalogo "MAIOLICA - Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi" edito da Fabrizio Fabbri Editore (ISBN 978-88-6778-126-3).

















domenica 19 febbraio 2017

Ancora Raffaellesche!

Dopo più di un anno di assenza dal blog,
ritorno a pubblicare qualcosina.
Finalmente dopo tanto, ritorno a dipingere un soggetto importante e che mi entusiasma!
Pubblico una piccola anteprima.



Pronti?? VIA!











Ora, aspettiamo di vederlo COTTO. Antonella e Maurizio, siete curiosi?

Lavoro finito! eccolo qui di seguito!






mercoledì 20 aprile 2011

MASTRO GIORGIO ANDREOLI

A Gubbio, nel XVI sec., opera Mastro Giorgio Andreoli, celebre per aver raggiunto risultati ineguagliati nella tecnica del lustro facendo la sua fortuna e differenziandolo, dal ‘500 ad oggi, da tutti gli altri artisti.


Il lustro metallico o riverbero, è una decorazione particolare che consiste nell’applicare degli impasti metallici su oggetti già cotti, ed in seguito è caratterizzata da un processo di riduzione chimica ottenuta in appositi forni a legna detti “muffole”: si determinano così gli effetti di iridescenza, il cui colore varia a seconda dei metalli usati nell’impasto (rosso  rubino, oro, argento).





Sono proprio tali effetti che rendono inconfondibile la maiolica tipica di Mastro Giorgio da Gubbio e che lo ha reso famoso in tutto il mondo.





Gli oggetti affluivano da tutta Italia per essere lustrati nella sua bottega sita proprio a Gubbio per scelta del maestro, in quanto con Urbino, era città famosa per aver prodotto mirabili opere d’arte nel corso dei secoli e per essere città colta, vivibile, sicura e pacifica perché così la voleva e la rendeva la Signoria dei Montefeltro. 


  Diverso fu il modo di governare degli ultimi esponenti dei Montefeltro e dei Della Rovere: più tollerante e leggero quello dei primi, più assolutista e pesante quello dei secondi, anche i sentimenti della popolazione erano diversi, devoti e fedeli ai primi, meno affezionati e insofferenti ai secondi.
 

Le opere di Mastro Giorgio e della sua bottega, sono oggi sparse e numerose in tutti i Musei del mondo: da Pesaro a Faenza, da Berlino a Londra, da Parigi a New York , da S. Pietroburgo a Tokyo.



venerdì 8 aprile 2011

FEDERICO DA MONTEFELTRO...E LA MAIOLICA!

Il Ducato ha il suo simbolo in Federico da Montefeltro (Gubbio 1422 – Ferrara 1482) il “Duca” per antonomasia, conosciuto in tutto il mondo per il celebre ritratto di Piero della Francesca.
Egli fu infaticabile condottiero, grande umanista, diplomatico, mecenate. Uomo religioso.


Federico, viene ritratto sempre di profilo, non perché veniva meglio,ma in quanto perse un occhio in battaglia.
La sua corte ospita i letterati e gli artisti più famosi del tempo: Gentile Veterani, Giorgio da Sebenico, Luciano Laurana, Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Donato Bramante tra gli architetti; Piero della Francesca, Pedro Berruguete, Giusto di Gand e Paolo Uccello tra i pittori.
La sua famosa biblioteca venne realizzata grazie all’opera del fiorentino Vespasiano da Bisticci, suo principale fornitore e dell’urbinate Federico Veterani. L’intera biblioteca (1760 codici manoscritti in stato d'abbandono) venne acquistata per soli 10.000 scudi dal papa Alessandro VII Chigi nel 1657. Da allora costituisce il nucleo più importante della Biblioteca Apostolica Vaticana.
Se v’interessa approfondire in modo poco impegnativo Federico, leggete il romanzo “L’enigma Montefeltro”.
Federico, partecipò alla congiura dei Pazzi per spodestare da Firenze i Medici.

Non so se rendo minimamente l’idea di chi fosse Federico.
Certo era figlio bastardo, ma non per questo meno intelligente e scaltro, meno potente e coraggioso, meno colto e amato.
Grazie a lui, tutto ebbe inizio.
Cosa ebbe inizio? il mio lavoro per esempio.
Sono una pittrice di maioliche/ceramiche ("vedi post La Maiolica").

La maiolica nella terra del Duca, vanta un’antica tradizione. Nel ‘400 e nel ‘500, quando si sviluppa il gusto raffinato narrativo delle maioliche istoriate, esse si diffondono in varie parti d’Europa, anche grazie al fatto che costituiscono regali nunziali e doni che i sovrani si scambiano.
   
Infatti, i Signori di Urbino, “ricchi del loro” per le ben remunerate condotte militari, possono imporre poche tasse, mentre l’esercito e le costruzioni, offrono opportunità di lavoro a tutti i cittadini.
Imprenditori nel loro Stato, i Duchi partecipano alle iniziative dei “loro popoli”, potenziando le “arti minori” come quella della ceramica ad Urbino, Gubbio, Casteldurante (l’attuale Urbania) e Pesaro (vedi mappa).
Il popolo non avvertiva dunque la perdita della libertà ed era grato di poter lavorare e commerciare in pace e sicurezza.
Gubbio era la seconda città importante del Ducato dopo Urbino, ben costruita e discretamente popolata, una larga pianura fertile, molte colline e montagne ideali per attività agricole e pastorali, inoltre numerose botteghe artigianali e buoni traffici commerciali.
 

L’energica e vigile politica del Ducato, garantiva dunque sicurezza a tutto il territorio eugubino stimolando gli artigiani a prendere stabile dimora a Gubbio.
Nel 1508, l’ultimo erede dei Montefeltro, Guidubaldo I, essendo senza eredi, adottò il nipote Francesco Maria Della Rovere, parente anche del Pontefice Giulio II.


A Gubbio, opera Mastro Giorgio Andreoli..il più grande tra i ceramisti..ma questo è un altro post!

domenica 27 marzo 2011

Le Ceramiche Tradizionali di Katia Baldelli


 

La ceramica artistica tradizionale è un prezioso patrimonio storico, culturale ed economico per
molti Comuni italiani.
La sua applicazione mira:
  • al miglioramento della qualità del prodotto;
  • allo sviluppo innovativo del prodotto, essenziale per assicurare la continuità della tradizione;
  • alla garanzia dell'acquirente.
Il marchio che tutela la Ceramica Artistica e Tradizionale garantisce l'origine e l'autenticità del
manufatto artigianale creato secondo modelli, forme e decori tipici di ciascuna zona.
Il Marchio indica la città, l'azienda ceramica e la tipologia.Un segno di garanzia e tutela che troverete solo nelle ceramiche create dagli artigiani che operano
nei comuni di antica tradizione ceramica seguendo precisi disciplinari di produzione - stabiliti dal
Consiglio Nazionale Ceramico - che fissano modelli, forme e decori tipici di ciascuna delle 33 città
italiane che rappresentano il "d.o.c.g." della Ceramica Artistica e Tradizionale.

Ogni prodotto contrassegnato dal marchio viene integrato dall'indicazione della Città, dal numero di
iscrizione della ditta e dalla tipologia merceologica.