venerdì 21 ottobre 2022

 Piatto istoriato rinascimentale

Davide e Golia

Maiolica dipinta a mano, cm 40 

Katia Baldelli, particolare del piatto prima della cottura



Katia Baldelli, piatto istoriato raffigurante Davide e Golia, cm 40. 2022



https://youtube.com/shorts/_y5WjuIUIG4?feature=share



 La Madonna col Bambino e angeli detta Lippina


Riproduzione del particolare della Madonna di Filippo Lippi

Katia Baldelli, il lavoro prima della cottura


Katia Baldelli, il lavoro incorniciato dopo la cottura


domenica 20 marzo 2022

Il Calcolo e la Percezione Temporale

Aristotele distingueva tempo e movimento così come segue: il tempo è il numero del movimento e il numero misura il movimento, ciò significa che il tempo è un numero indivisibile dal movimento che a sua volta è indivisibile dal cambiamento. Ne consegue che il movimento è una proprietà del tempo. Tempo e movimento sono grandezze continue che implicano un “pre” e un “post” ovvero una successione che a sua volta implica un fluire fisico ma anche un fluire della coscienza. A questo punto Aristotele si è posto il quesito del rapporto tra tempo e numero. Se il numero è un prodotto dell’intelletto e quindi dell’anima, questo non esiste senza anima. Il numero andrebbe a nominare e a distinguere un movimento “prima” o “poi”, ciò significa che l’atto del numerare, del contare, di misurare attraverso un’unità di misura, si lega sempre a qualcosa di concreto, in questo caso il tempo. Anche l’istante si lega al numero che non è né una parte del tempo, né la divisione del movimento, ma ne fa parte in quanto segna un punto su una linea indivisibile. Poiché il tempo è indivisibile dallo spazio, tempo e movimento si sostengono a vicenda: il primo è la misura del secondo ed è la misura di tutte le cose e non solo, logora e consuma tutto senza tornare indietro. Esso dunque non misura solo il movimento, ma anche la quiete e l’invecchiamento, segna il nascere e il morire di tutte le cose, sia i cambiamenti impercettibili che quelli improvvisi. Infine, se il tempo è il numero del movimento e questo è dato dall’anima, il tempo anche se esiste indipendentemente, non può esistere senza un’anima che lo numera.


Katia Baldelli




Katia Baldelli - Until The End (2012-2021), penna gel su carta millimetrata, ferro. Misure variabili. 2022





Katia Baldelli - Until The End (2012-2021), penna gel su carta millimetrata, ferro. Misure variabili. 2022




Katia Baldelli - Until The End (2012-2021), particolare. 2022



lunedì 27 settembre 2021



"Nuotando tra i resti di un'altra vita" 2021

Mi sono proposta un'altra sfida.. continuare a far dialogare pittura e architettura. 

L'artista Corrado Cagli, sosteneva che da quando la pittura si è dissociata dall'architettura, entrambe hanno perso qualcosa. L'architettura si è spogliata del superfluo diventando superficie minimale e asettica. La pittura ha perso le molteplici possibilità di poter essere integrata al luogo e di far emergere esperienze sensoriali uniche e irripetibili. Il caro Daniel Buren, maestro di opere in situ, progettate per esistere in un luogo specifico e solo quello, inserisce il suo famoso pattern Outil Visuel (strumento visivo) in spazi pubblici, aperti quindi all'esperienza e all'interpretazione del fruitore senza essere veicolata dall'istituzione (museo o galleria).

Uno stipo del XIV sec. si presta a contenere un mio lavoro progettato in situ, costituito da impiallacciato di legno tanganica dipinto a pigmenti e gomma arabica nei caldi toni del legno. L'intreccio delle sottilissime strisce, si fanno tessuto. Altre si sovrappongono a decine per diventare aste portanti dello spessore di circa 3 cm. 

Il lavoro così si autosostiene.

 



Katia Baldelli, Swimming among the remains of another life, 2021.
Impiallacciato di tanganica, pigmenti, gomma arabica. Misure 130x130 cm


























 

giovedì 15 luglio 2021

 XIV Edizione Premio Nazionale Albero Andronico


Dal sito https://alberoandronico.net/

Tra le molte iniziative di carattere culturale, sociale, sportivo, spettacoli teatrali e visite guidate aperte a tutti i cittadini, l’Associazione organizza annualmente un Premio di poesia, narrativa, fotografia, cortometraggi e pittura, giunto alla quattordicesima edizione.
Un Premio che ha ormai assunto il carattere dell’internazionalità e si avvale di una Giuria particolarmente importante di cui fanno parte poeti e scrittori di fama nazionale, giornalisti delle più importanti testate stampa e tv, fotografi professionisti, registi e personalità del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, che svolgono l’opera di valutazione esclusivamente su base volontaria.

All’elenco dei giurati di questa XIV edizione li trovate qui: https://alberoandronico.net/giuria/

Con il patrocinio del Comune di Roma e della regione Lazio, il premio Nazionale Albero Andronico dunque, vuole favorire e far emergere la cultura; dalla letteratura alla pittura, sono circa quattordici le sezioni passata al vaglio della prestigiosa giuria. La Cerimonia di premiazione ha avuto luogo venerdì 9 luglio 2021 alle ore 16.00, in diretta streaming dalla Sala della Protomoteca. Questa edizione ha visto partecipare più di 800 concorrenti! per la sezione pittura, la mia opera Nature lovers, si è piazzata al 5 posto!

Onorata di essere stata selezionata e di aver ricevuto così tanti consensi! Attendo con ansia l'Antologia che racchiude tutte le opere premiate! 




Katia Baldelli. Nature Lovers. Tempera all'uovo su tavola gessata. 35x50cm. 2020




mercoledì 7 luglio 2021

Cartella d'arte

 Cartella d'arte 2021


Questo lavoro, nasce dall’interesse nei miei riguardi verso la storia delle Tavole Eugubine site nella mia città natale Gubbio presso il Museo Civico del Palazzo dei Consoli. Ritrovate intorno al 1440, probabilmente durante gli scavi nella parte bassa della città ovvero quella romana, esse sono databili tra il III e II sec. a.C. Le tavole bronzee di misure diverse, sono in totale 7 e sono incise, alcune anche sul retro, nell’antica lingua umbra con caratteri umbri ed etruschi, entrambi sinistrorsi e in latino. 
Queste antiche tavole, rimandano alla città-stato di Ikuvium, il più importante centro religioso per l’antico popolo degli umbri. Protetta da una cinta muraria di cui ancora ne rimane buona parte, questa si estende dall’attuale complesso di San Marziale (probabilmente la Porta Vehia citata in esse) e la zona di Santa Croce (Porta Trebulana); a circa metà di questo percorso, vi sono ancora i resti sotteranei di Porta Tessenaca. 
Chiamata Ikuvium dagli umbri, la città prese il nome di Iguvium nel 295 a.c. quando si alleò con Roma. Le tavole Eugubine sono l’unica fonte per lo studio di questo antico popolo, della sua lingua e delle sue pratiche religiose. Le incisioni in esse contenute, riportano delle pratiche sacerdotali officiate dai Frates Atiedii, i quali avevano probabilmente anche un ruolo politico all’interno della comunità. Davanti e dietro le tre Porte Sacre della città, venivano svolte le cerimonie di lustrazione e di espiazione, sacrifici animali, preparazione e consumazione di cibi in onore di Giove Padre (Fisio che garantisce il patto sociale), Marte (dio della natura e della guerra) e Uofiono (dio della stirpe). Tali divinazioni sono da intendere come azioni dell’uomo nei suoi aspetti sociali e rituali. Nel corso degli ultimi anni, è stato richiesto con forza e partecipazione dalle istituzioni locali, di inserire le Tavole Eugubine nel patrimonio dell’Unesco, proprio per la loro immensa importanza linguistica e culturale. Di grande stimolo per questo lavoro è stato l’alone di mistero che avvolge le Tavole Eugubine e il suo incomprensibile linguaggio per poi rivelare le pratiche ancestrali dei nostri antenati in esse contenute. I cerimoniali sono dettagliatamente descritti nella loro cruenza, interezza e sequenza, vengono elencati gli utensili adoperati, le farine e le erbe utilizzate, gli altari, le sepolture e le preghiere recitate.  Volutamente, si è dunque omesso il testo che in questo caso è stato fonte di ispirazione ma soprattutto si è lavorato sulla grafia e sulla sua struttura segnica dell’alfabeto arcaico.
Partendo dunque da una lingua morta e incomprensibile ai più, piano piano questi segni hanno trovato un rinnovato vigore e un loro significato nell’immaginario, hanno conquistato un nuovo spazio e acquisito una nuova dimensione. Le illustrazioni, sono state dapprima disegnate con matita, penna, pantone, pastello a olio su cartoncino bianco, écru e nero e successivamente sono state riportate e rielaborate in digitale ricavandone delle tavole in cui i segni si sono ritrovati in un nuovo e personale moderno rituale.  Ancor più entusiasmante è stato constatare l’evoluzione segnica dell’alfabeto nel corso dei secoli e il rapporto che c’è stato tra quello etrusco, umbro (XII sec. a.C.), greco e latino arcaico fino a giungere a quello che conosciamo noi. 

IGUVIUM di Katia Baldelli questa Cartella d’Arte contiene tredici tavole illustrate riprodotte digitalmente per conto dell’autrice in stampe d’Arte originali su carta Digma 300 gr. L’edizione è stata pubblicata in un unico esemplare firmato e numerato 1/1 di 1/1 nel mese di maggio duemilaventuno.



Immagini della copertina e di alcune tavole






















Tenuta Fogliani - Narni

 Tenuta Fogliani - Narni

Vi presento i lavori selezionati, a seguito di un concorso/borsa di studio messa a disposizione dalla Tenuta Fogliani e dall'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci". 

Tenuta Fogliani è uno splendido agriturismo a più depandance, immerso nel verde delle colline di Narni la quale offre oltre che vacanze di prestigio anche possibilità di cerimonie e catering e vanta una proficua produzione propria di prodotti della terra, dall'olio al tartufo.

I miei lavori, sono stati collocati entrambi nella hall della tenuta.

L'upupa bussa alla finestra 1 e 2, 2021. Materiale ecologico montato su mdf, acrilico. Misure 100x80 cm.